
Armi, armi di tutti i generi, pesanti, leggere, nucleari, chimiche…ma quanto sono brutte le armi! Penso sia una domanda che quasi tutti si pongono? Eppure è un commercio così redditizio, che coinvolge non solo i trafficanti di armi, ma tanti stati mondiali, come soprattutto l’Italia. Ho deciso di dare attenzione a questo argomento, quando con sgomento sono venuto a sapere che le esportazioni italiane di armi del 2006 hanno segnato un preoccupante primato degli ultimi venti anni. Che festa per l’industria armiera nazionale tricolore.
Superano infatti i 2,1 miliardi di euro le autorizzazioni all'esportazioni di armamento nel 2006 con un'impennata del 61% rispetto al 2005 e sfiorano il miliardo di euro anche le consegne (970,4 milioni) effettuate nel 2006.
E le banche, non le consideriamo? Vogliamo lasciare indietro i dati statistici delle banche?
Festeggiano anche loro, che sempre nel 2006, si sono viste autorizzare operazioni di incassi relativi al solo export di armi per quasi 1,5 miliardi di euro, altra cifra record, con relativi compensi di intermediazione per oltre 32,6 milioni di euro.
Per una buona analisi dobbiamo anche andare a considerare i destinatari di questi rapporti commerciali, che non fanno altro che aumentare la nostra preoccupazione.
| Destinatario | Acquisti |
| Stati Uniti | Flotta di elicotteri presidenziali dell'Agusta, bombe, siluri, razzi, missili, accessori, navi da guerra, esplosivi militari ed armi automatiche di tutti i calibri per un totale di oltre 349,6 milioni di euro. |
| Emirati Arabi Uniti | Armi da fuoco varie e bombe per un totale di 338,2 milioni di euro. |
| Paesi extra Ue e della Nato | Acquisti che superano i 400 milioni di euro |
| Medio Oriente ed Africa settentrionale | Sono destinate armi per un valore complessivo di 442,8 milioni di euro |
| Nigeria | Acuisti di armi per 74,4 milioni di euro |
| India | Acquisti per un valore di 66,3 milioni di euro |
| Malesya | 51,4 milioni di euro |
| Pakistan | 37,9 milioni di euro |
| Libia | 14,9 milioni di euro |
Completa l’analisi dei dati anche i numeri riguardanti le banche. Infatti Giorgio Beretta coordinatore della campagna 'Banche armate' - San Paolo-Imi, con 446 milioni di euro si conferma come la banca che ha effettuato il maggior volume di transizioni in appoggio al commercio delle armi. Ma anche Bna Intesa non scherza, che nel 2006 realizza incassi per 46 milioni".
Andiamo a fare qualche considerazione. Che numeri signor! Veramente un primato nobile. Andiamo a rimpinzare di armi ogni paese caldo di questo mondo, siamo presenti ovunque con le nostre armi. Ma si insomma ogni volta che si sente quel inconfondibile scoppio di un’arma da fuoco, per l’80% delle volte è un tipico scoppio d’arma da fuoco proveniente dall’Italia. Battiamo tutti…
Consideriamo che vendiamo armi agli U.S.A. anche se in questo caso la vendita è giustificata, lo Stato Italiano deve assolutamente sostenere il progetto americano: “L’esportazione della Democrazia”…. Emirati Arabi, Medio Oriente, Africa Settentrionale, Nigeria, Pakistan, Libia ecc. ecc. insomma tutti luoghi tranquilli…le armi vengono acquistate solo per questioni di sicurezza, mica c’è la guerra in questi posti…?!?!?!